Cerca nel blog

sabato 13 ottobre 2012

Wing Tsun Ethics e la Difesa Personale

Wing Tsun Ethics e la Difesa Personale
Wing Tsun Ethics e la Difesa Personale
La Difesa Personale è un concetto ed un modo di essere e di vivere ancor prima che un sistema fisico per difendersi, è un concetto molto complesso, ampio e complicato e fin troppo spesso sconosciuto alla maggior parte delle persone e per ciò stesso quasi sempre strumentalizzato e sfruttato da tanti a proprio uso e consumo.
La Difesa Personale è prima di tutto educazione civica, rispetto di se e degli altri, onestà, dignità, onore, ma quanto mai di questi tempi queste qualità sono agli ultimi posti della hit parade delle qualità che dovrebbe avere una persona contro altre "qualità" che invece sono ai primi posti della classifica quali arroganza, maleducazione, esibizionismo, incoerena, opportunismo, ingnoranza ecc.., non basterebbe l'intero Web per elencarle ed illustrarle, ma "per fortuna " lo fa già ampiamente ed esaustivamente, secondo me non fa quasi nient'altro, la televisione.
Per dirla come i Latini, la Difesa Personale è prima di tutto un Modus Sentiendi dal quale scaturisce un Modus Operandi che permette nella maggior parte dei casi di condurre una vita serena e pacifica.
Purtroppo questo non è sempre possibile e quando ciò accade state pur certi che si manifesterà nel modo più inaspettato, brutale e gratuito. Sarebbe dunque opportuno avere un minimo di preparazione di fronte ad un'eventualità del genere.
Lo scopo della Scuola di Difesa Personale è quello di addestrare ed esercitare con costanza i concetti, le qualità sopra ricordate e le tecniche di difesa, tutte allo stesso modo proprio per non farsi mai sorprendere e rimanere annichiliti in caso si venga aggrediti.
Il sistema adottato nella mia Scuola è il Wing Tsun.
Il Wing Tsun è un'antica arte marziale cinese, non costringe chi la pratica ad affidarsi alla propria forza fisica oppure a particolari capacità acrobatiche, ma mette chiunque in condizioni di potersi difendere. I bersagli più frequenti di aggressioni sono proprio i non atleti e le donne. L'aggressione provoca panico, si reagisce con movimenti scoordinati, impacciati ed inutili e spesso non si reagisce affatto. Il Wing Tsun ci aiuterà in queste situazioni.
 Il praticante di Wing Tsun non utilizza mai questo raffinato metodo di lotta per attaccare, diventa reattivo nelle situazioni in cui è necessario difendersi.  
La maggiore consapevolezza permetterà al praticante di di allontanare sempre di più l'eventualità di ricoprire il ruolo di potenziale vittima e grazie al Wing Tsun potrà contare su una tecnica efficace con la quale sarà possibile sfruttare a proprio vantaggio le forza dell'aggressore. I movimenti necessari, una volta appresi, saranno eseguiti, in caso di necessità, istintivamente ed in rapida successione. La fluidità delle tecniche unita ad accelerazioni improvvise sorprenderanno l'aggressore. L'azione Wing Tsun è come l'acqua di un fiume che non si ferma davanti ad un ostacolo e scorre fino a raggiungere il mare. Affinché la difesa risulti efficace è necessario reagire con la massima prontezza. Una volta entrati in contatto con l'aggressore si avranno a propria disposizione solo poche frazioni di secondo per agire. Anche il pensiero consapevole si rivela troppo lento per organizzare la difesa e l'eventuale contrattacco. Il Wing Tsun rende gli allievi, che si addestrano regolarmente, capaci di agire in situazioni di pericolo automaticamente. Non sarà necessario pensare ad un movimento particolare da opporre a quello avversario. Tutto avverrà, grazie al particolare metodo di insegnamento Wing Tsun, nella maniera più fluida e naturale possibile.
Ing. Cesare Majone

giovedì 4 ottobre 2012

L'esempio perfetto del Tao Cristiano, la Perfetta Letizia per San Francesco

L'esempio perfetto del Tao Cristiano, la Perfetta Letizia per San Francesco

L'esempio perfetto del Tao Cristiano, la Perfetta Letizia per San Francesco

A 800 anni dalla sua conversione, San Francesco ci insegna che cos'è per Lui la “Perfetta letizia” e ci da l'esempio perfetto del Tao Cristiano: La pienezza della gioia nella riscoperta del senso del dolore. Il suo messaggio è attualissimo e vivo ed è una buona proposta di vita per i giovani, anche "semplicemente" per il rapporto che Francesco ha con la natura.
Dai “Fioretti”…
Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la “perfetta letizia”.
Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro e, mentre frate Leone stava avanti, frate Francesco chiamandolo diceva: frate Leone, se avvenisse, a Dio piacendo, che i frati minori dovunque si rechino dessero grande esempio di santità e di laboriosità, annota e scrivi che questa non è perfetta letizia.
Andando più avanti San Francesco chiamandolo per la seconda volta gli diceva: O frate Leone, anche se un frate minore dia la vista ai ciechi, faccia raddrizzare gli storpi, scacci i demoni, dia l’udito ai sordi, fa camminare i paralitici, dia la parola ai muti, e addirittura fa resuscitare i morti di quattro giorni; scrivi che non è in queste cose che sta la perfetta letizia.
E ancora andando per un poco san Francesco grida chiamandolo: O frate Leone, se un frate minore parlasse tutte le lingue e conoscesse tutte le scritture e le scienze, e sapesse prevedere e rivelare non solo il futuro ma anche i segreti più intimi degli uomini; annota che non è qui la perfetta letizia.
E andando ancora più avanti san Francesco chiamando forte diceva: O frate Leone pecorella di Dio, anche se il frate minore parlasse la lingua degli angeli, conoscesse tutti i misteri delle stelle, tutte le virtù delle erbe, che gli fossero rivelati tutti i tesori della terra, e tutte le virtù degli uccelli, dei pesci, delle pietre, delle acque; scrivi, non è qui la perfetta letizia.
E andando più avanti dopo un po’ san Francesco chiamava il su compagno di viaggio: O frate Leone, anche se i frati minori sapessero predicare talmente bene da convertire tutti i non credenti alla fede di Cristo; scrivi non è questa la perfetta letizia.
E così andando per diversi chilometri quando, con grande ammirazione frate Leone domandò: Padre ti prego per l’amor di Dio, dimmi dov’è la perfetta letizia. E san Francesco rispose: quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà: chi siete voi? E noi risponderemo: siamo due dei vostri frati. E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte. Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello, anzi penseremo che egli ci conosca ma che il Signore vuole tutto questo per metterci alla prova, allora frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. E se noi perché afflitti, continueremo a bussare e il frate portinaio adirato uscirà e ci tratterà come dei gaglioffi importuni, vili e ladri, ci spingerà e ci sgriderà dicendoci: andate via, fatevi ospitare da altri perché qui non mangerete né vi faremo dormire. Se a tutto questo noi sopporteremo con pazienza, allegria e buon umore, allora caro frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia.
E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l’amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare. E questi furioso per cotanta molesta insistenza si riprometterebbe di darci una sonora lezione, anzi uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi. Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c’è quella di superarsi proprio per l’amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori ma non possiamo vantarci e glorificarci per avere sopportato codeste miserie e privazioni perché questi meriti vengono da Dio. Infatti le sacre scritture dicono: cosa hai tu che non sia stato concesso da Dio? E se tu hai ricevuto una grazia da Dio perché te ne vanti come se fosse opera tua? Noi ci possiamo gloriare nella nostra croce fatta di sofferenze e privazioni. Sul Vangelo sta scritto: Io non mi voglio gloriare se non nella croce di nostro Signore Gesù Cristo.

Dott. Ing. Cesare Majone

sabato 29 settembre 2012

Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?

Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?

‎...Un articolo che ho scritto un po di tempo fa ma sempre attuale...Attualissimo direi!


Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?
2
"sii come l'acqua, amico mio"... cosi diceva Bruce Lee in una famosa intervista, citando semplicemente il principio fondante del tao.
Molti hanno fatto proprio questo precetto applicandolo in vario modo in vari contesti e con diverso successo.
Tra questi, il contesto che non finirà mai di stupirmi é sempre quello sociale e professionale.
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti in ogni momento e si presentano sotto infinite forme possibili, appunto come l'acqua.
Accenniamo solamente alla nostra intera classe politica, perfetto esempio di tao occidentale, da sempre noto come "trasformismo", come quello del grandissimo Arturo Brachetti ma molto meno divertente onesto e dignitoso.
Il principio del "cedere" e dello "scaricare" è da sempre applicato con maestria e raffinatezza man mano che si sale verso il vertice di una qualsiasi piramide organizzativa/dirigenziale appartenente a  qualsiasi aggregazione economico/sociale, dal consiglio di classe della scuola elementare fino ai più alti organi dello stato. Questo sport o, pardon, arte marziale, qualcuno dovesse prendersela a male, è più occidentalmente nota come "lo scarica barile" ed ha infiniti e nobilissimi esempi tra i quali il più storico ed universalmente noto di tutti è sicuramente quello di Ponzio Pilato. A conclusione di una perfetta e sublime dinamica marziale, dopo il cedere ed il colpire c'e' il non farsi afferrare, ineffabile arte di tutti i personaggi sopra citati. E' indubbio a questo punto che gli "artisti marziali" nostrani sono di gran lunga più pericolosi e letali di un "qualsiasi" Bruce Lee, riuscendo a procurare danni incalcolabili, morti e feriti, spesso senza neanche alzarsi dalla propria poltrona, e senza pagare alcun scotto. Altro principio perfettamente applicato e' il seguente: sfrutta la debolezza del tuo avversario. Sicuramente una delle debolezze umane più sfruttata in assoluto è la "memoria corta", spesso sinergicamente utilizzata assieme all'altra debolezza, quasi sempre presente, ovvero lo "scheletro nell'armadio". In base a tale principio troppo spesso ci si può permettere di dire tutto ed il contrario di tutto, di cambiare divisa o kimono a proprio piacimento cercando di rivendere quel poco o nulla che si ha al primo sprovveduto di passaggio ma anche a coloro che, dominati dalle proprie discutibili aspirazioni, accorciano la propria memoria e si fanno sfruttare da questi "carismatici" personaggi. Il fenomeno più divertente della leva
"memoria corta", basandosi appunto sul fatto che pochi conoscono o ricordano la reale storia, la provenienza e la formazione di tali personaggi, e' che ad ogni passaggio o cambiamento di fronte, stile o arte, corrisponde automaticamente un avanzamento di grado, nomina o posizione. Per cui e' possibile osservare esempi di mirabili "carriere" costruite in tempi fulminei semplicemente avendo conosciuto questo o quel gran maestro e, così via, saltando dall'uno all'altro, assorbirne per osmosi l'arte e giungere a gradi e livelli marziali, compresa aura energetica, tali da far invidia al gran maestro jedi Yoda che pare stia facendo causa a Lucas per danni da declassamento, oppure a Goku e Ken il guerriero entrati da tempo in analisi per disturbi da ansia da prestazione. Carriere simili sono state "duramentecostruite negli anni sia da personaggi notissimi che da personaggi ancora pressocchè sconosciuti. Si annoverano nella "banda degli onesti" anche personaggi che hanno arredato il proprio "dojo" con diplomi ed attestati rigorosamente autoprodotti prendendo in prestito i caratteri cinesi o giapponesi dal libretto di istruzioni di una lavatrice o di un frullatore.
Da quanto detto possiamo trarre diverse conclusioni, tra le quali:
- Sarebbe il caso di sfatare un po' il mito delle filosofie orientali e di riconoscere, ma sarebbe meglio prima conoscerle, le filosofie occidentali che nulla hanno da invidiare o mutuare da quella orientale se non nella sua codifica ed applicazione.
Le bugie hanno le gambe corte e prima o poi la verità viene sempre a galla trascinando con se qualcos’altro di poco gradevole e che tutti possono immaginare.
State con gli occhi aperti e non bevetevi tutto quello che vi si propina, imparate ad essere un po’ più critici ed obbiettivi e soprattutto a fare un po’ di ricerche per capire meglio qual'è l’effettiva storia e provenienza di chi vi sta di fronte e dunque la vera essenza.
Infine, tutto quanto è stato detto, come sempre, non è altro che lo spunto per farvi riflettere e spero essere più attenti e lucidi in qualsiasi occasione della vostra vita.
P.s.: Chi non vuole che si parli del passato può avere due "buoni" motivi:
 - non ha un passato di cui parlare
 - ha qualcosa da nascondere
In entrambi i casi è sempre bene diffidare di tali persone.
Dott. Ing. Cesare Majone